“UNA MAGNIFICA OPPORTUNITA'”

Duilio Quirico ha compiuto quarantatré anni da un giorno. Oggi, con la sua inconfondibile montatura spessa degli occhiali, ha salutato i colleghi, che da stasera diventeranno ex.
L’azienda non produce più, i primi tagli di un mese fa hanno colpito i magazzini. Questa settimana è toccato all’ufficio Analisi e Statistiche e in particolare a Duilio.

Stamattina s’è vestito con il meglio disponibile nel guardaroba. Camicia bianca, cravatta di seta, un regalo di una vicina di casa per farsi perdonare quel bozzo sul parafango della Punto di Duilio. E poi il gessato grigio, che ha comprato a un’asta giudiziaria dieci anni fa, e scarpe nere lucide.

Così impacchettato ha forse ritenuto di poter far colpo sulla responsabile del personale, coltivando in segreto l’ambizione di restare al suo posto.

Poco dopo pranzo, mentre Duilio è seduto alla scrivania battendo sulla tastiera del computer come se suonasse il pianoforte, squilla il telefono dell’ufficio. Non ci sono colleghi, tutti presi come sono a spaventarsi su chi sarà il prossimo alla macchinetta del caffè. Sa che è l’ultimo giorno al lavoro, ma Duilio decide ugualmente di rispondere, tanto è impregnato di senso del dovere.

“Ufficio Analisi e Statistiche, buongiorno”, fa un po’ sommesso alzando la cornetta alla scrivania della responsabile operativa.

Dall’altra parte una voce femminile, teatrale, avvolgente: “Il buongiorno è per lei, caro professionista”.
Poi, senza interrompersi: “Ci permetta una domanda e una riflessione: cosa si può fare per evitare che la crisi influenzi il suo benessere? Glielo diciamo noi. Proprio così, si metta comodo, rilassi i muscoli. Respiri profondamente… Ci ha pensato già? Come tener lontano il malumore dell’economia dalla qualità della sua vita? Non l’ha fatto? Be’, dovrebbe, questo è il nostro consiglio. Intanto cerchi di riflettere su quanto si sta facendo condizionare…”.

Duilio, ancora in piedi con la cornetta tesa, resta in silenzio, a metà tra l’interdetto e il soggiogato. In effetti si tratta esattamente della sua situazione.

“Si parte da qui: bisogna accettare di essere malati per poter guarire. Parola di esperti”, continua la voce calda.

“L’ha fatto? Ha preso qualche istante per ragionarci e fare due calcoli? Bene così. Un buon inizio. Noi lo consigliamo a tutti. Si sieda, lasci andare le emozioni. Un altro bel respiro, profondo. Dilati i polmoni. Rallenti il battito del cuore”.

Duilio socchiude gli occhi, si volta per appoggiarsi alla scrivania, fa per sedersi ma urta con l’anca un dossier mal sistemato, che cade sul pavimento sporco. Duilio sospira.

“Eccole una strada pratica e certa per averla vinta sul clima di depressione economica, sociale e culturale che ci circonda”, rassicura la voce all’altro capo del telefono.

“Prima di tutto, non appena ha chiara la sua situazione, subito dopo aver compreso quanto subdola sia questa piaga che attanaglia l’umanità oggi, ecco dopo tutto questo, il primo passo è: tenere sotto controllo le proprie spese. Non crede possa funzionare? Allora sa cosa le diciamo? Torni a correre affannosamente in preda ad attacchi di ansia. Altrimenti, si affidi a noi. Conosciamo il segreto, l’abbiamo detto. Si lascia andare, si abbandoni e ci segua”.

Duilio sussurra: “Vi seguo”.

“Come tenere sotto controllo le spese glielo diciamo noi: registri su un quaderno ogni giorno quel che spende per comprare qualsiasi cosa. Segni quanto paga, quanto le costa: che sia il giornale in edicola o il caffè al bar. O la multa per sosta vietata o il riscaldamento a casa. Registri tutto.
A fine settimana, oppure a fine mese, faccia una somma totale. Avrà spese per la benzina, quanto fa, duecento euro? Cinquanta euro? Faccia un bilancio. E poi: spese per il cibo, a quanto ammontano? Seicento euro? Trecento? E ancora: spese per il divertimento. Quanto fanno? Cento, mille euro?”

“Ho compreso”, si fa prendere Duilio.

“Il passo successivo, ci crederà o no, è decidere quanto vuole spendere ogni mese. Dopodiché cerchi di rispettare quanto stabilito”, svela la voce.

“Subito, probabilmente, non combinerà niente di buono. Però avrà già capito dove si può spendere di meno, su cosa risparmiare, per esempio per questioni meno importanti. E potrà già iniziare ad accumulare, più rapidamente di prima, quel che le serve per le cose più importanti”.

“Capisco”, chiarisce Duilio, attento a far cogliere la sua presenza attenta.

“Cominciamo a capirci? Glielo dicevamo: sappiamo di cosa stiamo parlando. Continui però a tenersi rilassato. Il respiro, i muscoli. La posizione comoda. Passiamo al terzo passo. Il suo tempo libero! Già, proprio così. Lo sfrutti con profitto. Dedicando anche soltanto tre, quattro ore la settimana può guadagnare cinquecento euro e pure di più. Chi lo dice? Noi. Continua a diffidare? Abbandoni. Si sta convincendo? Non siamo noi a doverla persuadere, è il metodo che funziona da sé”.

Duilio ora è pensieroso, vorrebbe prendere qualche appunto, rivolge nervoso lo sguardo in giro, fa per avvicinarsi a una penna, la afferra, con la cornetta tra collo e spalla raccoglie il dossier caduto a terra, sottrae un foglio di carta, ci scive sopra qualcosa.

Intanto la voce al telefono si scalda ancora: “Si chieda se è pronto a scambiare una qualsiasi delle trasmissioni televisive che la ingabbiano ogni sera per un maggiore benessere finanziario. Ci ascolti, abbiamo notevole esperienza nella pianificazione del bilancio personale. Lo stesso per il suo lavoro. Siamo disponibili a darle una mano per trovarne uno che la realizzi di più, che le renda di più”.

Duilio, adesso sembra sicuro: “La seguo”.

“Per esempio – fa ancora la voce di donna – potresti…Posso darti del ‘tu’?”

Silenzio.

“Mi scuso, l’ho aggredita”, rinforza la voce.

Duilio, si improvvisa: “Oh, no! Mi scusi, non immaginavo…Certo, cioè, va bene, sì, il ‘tu’ va benissimo!”.

“D’accordo, allora, ti chiedo scusa. Ma la proposta che ti faccio è questa: puoi aderire al nostro Programma. Scegli tranquillamente l’opzione che preferisci: full time, part time, part time verticale, trasversale pomeridiano, longitudinale sul weekend, vacanziero o festivo. Abbiamo un menu per ogni esigenza personale o familiare. Teniamo agli affetti di chi lavora con noi. Naturalmente, aderisci gratis, scrivici al più presto. Non spenderai un euro. Chiediamo il tuo impegno, certo, ma ci basta la tua parola di gentiluomo”.

Duilio abbassa la cornetta, sorride fissandosi le scarpe nere lucide, si passa il dorso delle dita sulla giacca in gessato grigio, e con un sorriso a mezza bocca bisbiglia: “Funzioni ancora, vecchio mio!”

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