“UN SENSO CE L’HA”

Tiziana ha lasciato Luca. Stavano insieme da anni, non ricordano con esattezza quanti. Forse dieci.

Un pomeriggio verso il tardi è rientrata a casa dal lavoro e, più silenziosa del solito, ha sistemato i vestiti per il giorno dopo.
Hanno consumato la cena insieme, senza dirsi granché su come hanno trascorso la giornata.
Verso  le dieci, in salotto, con musica jazz in sottofondo, Luca assorto nella lettura de “Il grande Gatsby” a un tratto si è rivolto a Tiziana, seduta lì a fianco: “Scusa, ma c’è qualcosa che non va, oggi?”.

“In effetti qualcosa c’è. Credo che la nostra storia sia finita”, ha spiegato lei con calma, fissando la copertina della rivista di arredamento tenuta in grembo.
“Cosa? Ma che dici?”. Luca ha serrato i pugni, come se davvero fosse stato colto di sorpresa.

“Niente. Ma è che non mi va più di stare con te”.

Quella sera Luca ci ha messo un po’ a rilassarsi per andare a letto. Ha passato il tempo davanti alla tv, tenuta a volume bassissimo, pigiando senza sosta i tasti del telecomando. Come se avesse voluto cambiare canale nei propri pensieri.
Mentre le immagini passavano sullo schermo, lui è restato immobile sul divano, con gli occhi fissi verso un punto indefinito davanti a sé.

Né Tiziana né Luca hanno potuto davvero godersi un sonno riposante. Al mattino lei ha preso le sue cose ed è uscita di casa. “Ciao”, ha detto, nel modo più dolce che le è riuscito.

Luca ha taciuto.

Tiziana intanto ha fatto un resoconto degli ultimi eventi a Maddalena, l’amica di entrambi.
Quella sera, successiva al comunicato di Tiziana, è stato il momento in cui Luca ha preso coscienza. Maddalena a cena con loro, la sera successiva, ha rappresentato una specie di “certificato di separazione”.

“Le storie d’amore possono anche concludersi”, ha detto Maddalena, rivolgendosi soprattutto a Tiziana.

Quella seconda notte Luca ha pianto. Ha pensato di scriverne alla sua amica di sempre Paola. Un’ora dopo, esausto, s’è addormentato sul divano.

“Senti Luca, preferisco provare a star via una settimana. Per favore, non cercarmi, non telefonarmi. E non chiedere di me”, ha specificato Tiziana uscendo di casa la mattina seguente.
A Luca non è riuscito di finire la colazione.

Una settimana più tardi Tiziana si è ripresentata. “Starò da Maddalena, le pagherò una quota al mese per coprire l’affitto”.

Luca a quel punto ha preso coraggio: “Va bene. Ma vorrei capire una cosa: perché?”

“Perché sto cercando di ascoltarmi. Perché voglio costruirmi una carriera. Perché desidero essere autonoma. Perché ho bisogno di fare la mia strada …E non posso farlo con te. Capisci?”

“Sinceramente no”. Luca ce la mette tutta, un po’ rivolge lo sguardo verso di lei, un po’ guarda altrove, il pavimento, la parete, fuori dalla finestra, come se cercasse un suggerimento.
Poi, interrompendo il silenzio di Tiziana, aggiunge: “Sarebbe come mettersi a preparare la cena ma prima di farlo devi spegnere la radio. Però sono due cose separate? Non c’entrano l’una con l’altra? Non ha senso!”.

Luca infine ha scritto a Paola per raccontarle quanto sia tutto assurdo ai suoi occhi. Paola ha poi risposto, tra le altre cose: “Se ti ha detto così, un senso ce l’ha”.

[ © Alberto Robiati – Tutti i diritti riservati ]