“TRENDS & TEMPTATIONS”

Non ho mai tradito mia moglie. Lo dico con fierezza, perché in giro non sono in molti a vantare un simile primato.

Ho letto su una rivista che il settanta per cento degli uomini tradisce la propria compagna. Come spesso capita sono sondaggi fatti per sentito dire. Tu quante persone conosci? E quante di quelle tradiscono? Ed ecco bella e pronta la tua statistica.

Be’, io ci credo. Per me sono numeri attendibili. Sono convinto che il mondo percepito sia più vero di quello raccontato dai numeri.

Da quando sto in agenzia curiamo ogni nostra indagine con questo metodo. Si chiama marketing. E noi siamo all’avanguardia nel settore Nuove Tendenze.

Si rivolgono a noi grandi aziende e grandi enti pubblici, qualche volta anche i partiti politici maggiori. Mostriamo loro la rotta per il futuro.

Facciamo le previsioni come alla televisione, soltanto che noi non ci occupiamo di meteo, ma di mercati. Una perturbazione di stili luccicanti caratterizzerà la moda italiana. Come un vortice ciclonico il trend econaturalista si abbatterà sui consumi alimentari in estate. Rovesci di nuove tecnologie e multimedialità in tutto il paese.

L’agenzia si chiama Trendmania, tanto per non lasciare nulla al caso. L’ha fondata Rodolfo, il grande capo. Rodolfo Maffucci, molto noto negli ambienti d’elite per essere stato tra i pionieri italiani nel terziario avanzato. Anche Trendmania è assai conosciuta. Ogni tanto il nostro marchio finisce nei “sottopancia” televisivi in occasione di exit poll elettorali o nei colophon delle pubblicazioni dei maggiori istituti di statistica e ricerca sociale. Insomma, siamo con le mani in pasta, come si dice in questo mondo.

Dicevo che non ho mai tradito mia moglie Marta. E come potrei farlo? Dopo nove anni di vita coniugale, più i quattro di fidanzamento. Stiamo insieme da parecchio tempo. E per parecchio tempo. Anche lei lavora “in” Trendmania. Sto attento alla corretta espressione di queste formule: non si dice “lavora alla Trendmania”, ma “lavora in Trendmania”. È il primo insegnamento che ho ricevuto da Carla, la moglie di Rodolfo, socia cofondatrice dell’agenzia. Mi disse: “Parli una lingua che è rimasta indietro: tu lavori su Milano, non a Milano”. Sono faccende di preposizioni semplici e articolate, è bene adeguarcisi.

Quel che fa tendenza qui in agenzia è l’abitudine all’adulterio. Pare che Rodolfo, assecondando in tutto e per tutto un logoro luogo comune, abbia sempre voluto testare le sue nuove segretarie. Lo stesso si dice di Carla, donna avvenente ed elegante in barba ai suoi cinquant’anni. Lei non testa le segretarie ma gli account manager. Sottigliezze di forma che si incontrano perfettamente nella sostanza: i mazzi di fiori, in conseguenza a quelli di corna, portati in dono al proprio partner.

Fin dall’inizio ho intuito che questo fosse l’andazzo. Di mio ho sempre preferito evitare ogni coinvolgimento. Quanto a Marta, che fa la direttrice amministrativa, non dico che non mi sia mai preoccupato dei corteggiamenti di clienti e fornitori nei suoi confronti. Anzi, è stato motivo di numerose discussioni tra noi. Tuttavia col passare degli anni abbiamo imparato a convivere con queste tensioni. Mi fido di Marta e so che lo stesso vale per lei.

Dopotutto abbiamo entrambi superato la fatidica soglia degli “anta” e ci riteniamo quasi in pace con i nostri sensi. E appagati dalla vita, che ci ha regalato due splendidi figli, che ormai hanno sedici e dodici anni.
Come passa il tempo.

Tanto rapidamente che mi ero scordato di cosa mi aspettasse oggi. Nel momento in cui ti accorgi che ogni equilibrio interno ed esterno appare alla portata, quando l’universo e i suoi elementi sembrano una volta per tutte tuoi amici, proprio mentre realizzi che anche il destino congiura in tuo favore, bene ecco che un dio greco tentatore ti presenta innanzi il più attraente degli inviti. Già, oggi in agenzia avrò un lungo incontro di lavoro con Magenta Ceccarelli da Bologna. Magenta è l’incanto fatto a persona, una joint venture ai quattro punti cardinali di seduzione, savoir faire, sensualità e cortesia.

Tanto per fare un esempio, Magenta appena entrata negli uffici di prima mattina saluta i colleghi con un signorile “Buongiorno” in perfetta dizione, frutto di anni di recitazione teatrale con alcuni tra i più grandi mostri sacri del teatro italiano.

Il collega qualunque, il giovane anonimo, il dipendente senza personalità, ognuno è solito farsi vivo al mattino con uno sciatto “Ciao”. Qualcuno azzarda un “Com’è”, indegna contrazione di “Come stai?”. Ma la maggior parte incupisce nel silenzio, limitandosi a grossolani versi a denti stretti: “Ouh”, “E-he”, “Uh”.

Magenta ti sorride, accecandoti con il bagliore dei suoi denti perfetti, ti brucia con il suo sguardo acuminato e ardente, quindi ti augura il “Buongiorno”, lasciandoti di fatto senza fiato.

Oggi mi tocca lavorare con lei. Una giornata intera e, se serve, c’è pure l’overtime, cioè il tempo supplementare. Lo straordinario. L’ordine dall’alto è: “Tutto va chiuso entro l’alba: le nove di domani mattina sono l’inderogabile deadline per la consegna dei lavori”.

Magenta è esperta di trends culturali. Ha contatti con alcuni tra i maggiori opinion leader nazionali. Saggisti, scrittori, professori universitari, imprenditori. Qualche ministro. I maligni vociferano che Magenta sia una sorta di “consulente d’alto bordo”, lasciando ben chiaro il sottinteso.

Marta conosce Magenta per averci collaborato anni fa su un progetto internazionale. Roba che aveva a che fare con l’industria del cinema da Hollywood all’Abetone. Proprio ieri sera a cena mi ha ricordato: “Domani sarai particolarmente sollecitato. Cerca di riposarti stanotte, c’è bisogno della tua massima lucidità”. Il nostro rapporto fila dritto così, non abbiamo bisogno di troppi chiarimenti a parole.

Mia moglie uscirà dall’ufficio nel pomeriggio dovendo andare a prendere la più piccola al doposcuola. Io invece ne avrò ancora per diverse ore. Con il cellulare staccato, come si conviene in queste occasioni di full immersion lavorative.

Mi chiedo come andrà con Magenta. L’ultima volta che l’ho incrociata per lavoro, circa un mese fa a Roma, abbiamo lavorato con il gruppo di cool hunter, i “cacciatori del nuovo”. Non saprei dire ora come ora se è stata la mia immaginazione o se invece quegli sguardi fossero davvero dei messaggi inviati nella mia direzione.

Durante quella riunione, che si è protratta per alcune ore come spesso capita, Magenta ha dato un saggio di fascino. Non ha parlato molto ma quando l’ha fatto i suoi contributi sono stati risolutivi, definitivi, assoluti. Accompagnava ogni parola con il movimento lento delle dita affusolate. Mantenendo indice e medio appena appena separati, come una suonatrice di arpa.

Passate le due ore le nostre posture si sono modificate gradualmente sulle pur comodissime sedie del tedesco Hassler towards Design. Per farla breve, Magenta nel sedersi a gambe incrociate si è sfilata gli stivali, mostrando a noi – o soltanto a me? – il più nobile paio di piedi che abbia mai calpestato la superficie del pianeta. Avvolti nel trasparente nylon d’autore delle calze, erano un concentrato di erotismo.

In più circostanze, quella volta, Magenta mi ha messo al centro dei riflettori. Per esempio, quando seguiva ogni mio intervento annuendo col capo e facendo cadere al rallentatore le palpebre sui suoi occhi nerissimi. E quando con quei sorrisi sottolineava l’accordo con le mie considerazioni. E poi quando mi ha preso sottobraccio, durante una pausa, per legittimare di fronte al resto del gruppo il mio ruolo competente sui temi trattati.

Dentro Trendmania sono tutti professionisti del tradimento. Da esperti autorevoli raccontano i trucchi dell’adulterio perfetto. Altri, provetti segugi, svelano come hanno colto in flagrante mogli o fidanzate. Anche la compagine femminile ha una certa competenza in materia.

“Mai conservare email o sms dei tuoi amanti!”, dicevano in comune accordo, “Va bene, li vuoi tenere per ricordo, ma è meglio per te se li conservi nella memoria e non su Pc o cellulare!”. E poi: “Il traditore alla fine vuole farsi beccare, per esempio si mette a parlare dell’amante con il partner con l’intento un po’ ingenuo di ridimensionarne l’immagine, relegandolo in ruoli castissimi. Eh, lasciami dire: è roba da ragazzini! Il vero adultero sa che non deve mai e poi mai nominare il proprio amante con il partner. Non deve stare nella rubrica email, né in quella del cellulare. Tutto deve rimanere nella testa dei colpevoli…”.

Uno dei manager mi ha rivelato, dandomi di gomito, le sue “regole del perfetto trasgressore impunito: allora, con questa tizia, anche lei sposata e con figli, ma grandissima donna, te lo giuro. Ecco con lei abbiamo una regola fondamentale: divieto assoluto di chiamare o mandare messaggi prima delle nove di mattina e dopo le sette di sera, nel weekend e nei festivi! Niente di niente. Silenzio e distacco. Non si devono creare le condizioni per domande spiacevoli e soltanto apparentemente innocue, come – Chi era? – da parte di tua moglie. Stai a sentire me e vedrai che tutto procede per il meglio!”.

Cosa ne so io, che non ho mai tradito Marta. Magenta probabilmente non ha alcuno di questi problemi. Vive i suoi trent’anni o poco più nella consapevolezza della sua bellezza rara.

Adesso, mi attende una giornata intera di lavoro con lei, un tete a tete a oltranza. Che di certo andrà a intensificarsi proprio in serata, allungandosi, chissà, fino a notte fonda.

Ieri Magenta mi ha scritto un’email: “Allora ci vedremo domani. Ti aspetto in grande forma! E mi raccomando: portami a cena in qualche posto carino, magari con la musica, così ci mettiamo di buon umore, nel caso desiderassimo lavorare insieme tutta la notte…”.

[ © Alberto Robiati – Tutti i diritti riservati ]