“LA RICERCA DELL’INFELICITA'”

Gregorio con la solita giacchetta marrone a coste verticali è a colloquio nello studio del professor Baroni, che se ne sta seduto alla scrivania con lo sguardo puntato su alcuni documenti.
Oggetto del discorso una nuova ricerca accademica per la quale il grande professore s’ingegna a trovare un finanziamento pubblico. Sarà l’eventuale contributo statale a remunerare, certo soltanto in parte, il lavoro di Gregorio con l’Issi, l’Istituto di Studi Superiori Innovativi diretto proprio da Baroni.

Il professore, che è grande soprattutto per il suo metro e novantasette centimetri di statura e per i suoi centosette chilogrammi di stazza, spiega all’assistente: “Allora, Gregorio, questo progetto deve far lavorare insieme l’Università di Sofia e il Politecnico di Liegi. Ci metta dentro anche il Centro Studi Andalusi. Si ricorda, no? Ci abbiamo fatto il partenariato da ottocentomila euro l’anno scorso. Ah! E pure il Consorzio di ricerca dell’Unione Esperti di Riga! Non lo dimentichi quello, Gregorio, mi raccomando: ho un favore da rendere a un tizio. Dunque, ricapitolando: Sofia, Riga eccetera. Tutto chiaro?”.

Gregorio, ora seduto su uno sgabello di fianco alla scrivania, risponde sommesso: “Sì, è tutto chiaro, ho solo il dubbio che fatichino un po’ a dialogare durante il progetto”.

Baroni lo incalza, senza distogliere lo sguardo dai fogli sulla sua scrivania: “Ma che cosa mi dice? Non devono mica dialogare, devono solo firmare! Ci siamo intesi, no? …Poi, considerando come al solito l’aiutino dell’Assessorato e il supportino del Ministero, dovremmo essere a posto…”.

Continua il professore, scrivendo qualcosa su un foglio: “Eeee-là! Un milione e seicentocinquantamila euro di preventivo di spesa, si dice così, sa Gregorio?”.

Gregorio sospira, aprendo in grembo un quaderno con la copertina rigida.

“Che c’è? Le sembra poco?”, domanda il professore, “Allora facciamo due milioni! …Anzi, due e quattro. Che faccio lascio? Ah ah ah!”, ride sguaiatamente, poi rifinisce scandendo bene: “Due milioni cinquecen-totren-ta-mila euro. È più credibile”.

Gregorio rimane in silenzio, con la testa china sfoglia il quaderno.

Il prof. Baroni non se ne cura, mantiene lo sguardo fisso davanti a sé. “E anche questo è fatto”, dice scrivendo qualcosa.
Poi finalmente getta un’occhiata a Gregorio e chiede: “Mi dica, c’è altro?”. A questo punto l’assistente si rianima, come per cogliere l’occasione: “Ehm, veramente sì, il mio contratto…”.
“Ah, che cosa ha contratto? È contagioso? Ah ah ah!”.
Gregorio, con un filo di voce: “…Fra una settimana mi scade il trimestrale”.
“Oh, be’, che cosa ci vuole, rinnoviamo di altri tre mesi!”.
“A dir la verità”, precisa Gregorio, “abbiamo già fatto vari rinnovi, tra cui un Cococò e un Coprò. Non potremmo passare a un contratto regolare? Magari un’assunzione presso l’Istituto, dopo questi ultimi otto anni di collaborazione…”.
Il professore lo interrompe parlando con voce squillante: “Trovato! Facciamo una borsa di ricerca! Dai, si attivi, scriva un bando su misura per una borsa”.

Gregorio prova a chiarire meglio le cose: “Be’, veramente, il contratto che mi scade è la terza borsa negli ultimi diciotto mesi. Riceverne una quarta in così breve tempo potrebbe destare sospetti”.

“Scusi, mi è venuta in mente una cosa”, dice il prof. Baroni, alzando la cornetta del telefono: “Buongiorno, sono il prof. Baroni, mi passa l’onorevole?”, poi mettendo una mano sul microfono della cornetta e rivolgendosi a Gregorio: “Intanto lei vada avanti, scriva”. Gregorio finge di appuntare qualcosa sul quaderno.

“Ah, buongiorno onorevole”, grida al telefono Baroni, “perdoni il disturbo, le devo chiedere di quel finanziamento… A-ha, sì, capisco… Be’, erano pochi soldi… Mmmh, sì, sei-settecentomila, giusto… Facciamo una convenzione? Bene! A proposito, stiamo per consegnare il progetto per l’anno venturo… Sarebbero due, ehm, quasi tre milioni di euro… Fa lei la telefonata a Bruxelles? …Grazie infinite, onorevole… Sono tre milioni, sì!”.

Chiude la telefonata e con il faccione siglato da un gran sorriso: “Vede Gregorio? Una telefonata allunga la vita! E a lei allunga il contratto! Ah ah ah! …Scriva: cinque mesi di collaborazione, facciamo metà cessione di diritti d’autore e metà consulenza: si apra una partita Iva, Gregorio, alla sua età è anche ora!”.

Gregorio accenna un ultimo tentativo: “E per l’assunzione presso l’Issi?”

Il prof. Baroni è già in piedi, si attarda il tempo per raccogliere le sue cose prima di uscire: “Assunzione, assunzione: ma sa quanto mi costa un assunto?”, si ferma sulla porta, rivolgendo lo sguardo a Gregorio, che è ancora seduto sullo sgabello. “Solo l’anno passato abbiamo assunto il giardiniere inquadrandolo nell’associazione di mio cugino, Ricercatori Migranti, la conosce? Be’, è stato un salasso, sa! Non mi chieda uno sforzo ulteriore, Gregorio, non quest’anno, i costi sono troppo alti e i finanziamenti scarseggiano”.
Si dirige verso la porta dando le spalle all’assistente, mentre spiega ancora: “Al Ministero chiediamo dieci e ci danno otto. E così sei costretto a tagliare la ricerca”.

Apre la porta, poi si volta ancora per guardare fisso Gregorio: “Ecco, vede? Mentre tutti rinunciano allo studio io per lei mi sveno. Mi ringrazi, Gregorio!”.

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