“COME UCCIDERE IL CAPO E FARSI FRANCA, LA SEGRETARIA”

Il dottor Manfredi Di Celle, cinquantanove anni, è stato trovato morto nel suo ufficio martedì scorso. Il corpo del direttore finanziario della Ca.Va. Spa, azienda di produzione meccanica, presentava segni di colluttazione, in particolare una vistosa ferita alla tempia.

A far scalpore non è stato tanto il rinvenimento in sé, se pur piuttosto infrequente per un paese come Piè di Torretta, quanto l’assoluta indifferenza dei centododici dipendenti della Ca.Va.

L’azienda, alla ribalta nel settore per i fatturati in crescita esponenziale da sette anni, vende prodotti per la meccanica edile. Produce ingranaggi per macchine che costruiscono grandi autostrade, grandi ponti, grandi gallerie. Grandi opere in generale.

Uno dei responsabili commerciali, Angelo Bonamico, è tra gli indiziati. Si è messo di recente in luce perché ha realizzato un risultato record nel primo semestre: le sue vendite sono salite del sessanta per cento. Nonostante questo, in diverse occasioni il dottor Di Celle ha redarguito, anche in pubblico, il Bonamico. Non molto tempo fa, il Bonamico era uscito dall’ufficio del direttore furioso. Tornando alla sua scrivania aveva sbattuto la sedia, che s’era sbilanciata fino a cadere in terra.

Il sospetto deriva anche dalla relazione tutt’altro che fredda con la segretaria, assistente di Direzione, Franca Gerardo, trentenne assunta soltanto un anno fa.
Il mese scorso il Bonamico è stato visto percorrere il tratto di strada tra il bar Nicola in fondo alla via e la sede della Ca.Va. fianco a fianco con la Gerardo.

Franca Gerardo alla Ca.Va. si occupa un po’ di tutto, dall’agenda dei direttori all’organizzazione delle trasferte, fino alla gestione contabile. Completa il suo mansionario la funzione estetica, espressa in elegantissimi tailleur alla moda.

Che Angelo Bonamico fosse interessato alla Gerardo era chiaro anche a Michele D’Antona e Fabrizio Pasini, i colleghi della funzione Vendite. Più volte nella sala dedicata alle pause, in cui è stata sistemata una macchinetta per fare il caffè di quelle di tipo domestico, i tre hanno scherzato sui privilegi dei direttori che, oltre al telefono e all’auto aziendale, hanno a disposizione le grazie della bella Franca. Soprattutto il direttore finanziario dottor Di Celle nell’ufficio del quale spesso è possibile odorare l’inconfondibile profumo di Franca Gerardo, che si può solitamente apprezzare nel di lei ufficio e nel corridoio antistante.

Il dottor Di Celle spesso si è rivolto alla Gerardo per i compiti più disparati. “Dottoressa, mi può chiamare la Tencras per cortesia?”, “Franca, scusi se la disturbo, può darmi una mano con l’elencazione dei tariffari futuri?”, “Prima di andare via, può passare nel mio ufficio a sistemare il completo per la conferenza di domani?”, “Ancora per cinque minuti le spiacerebbe tenermi al caldo le mie spalle? I dolori articolari non sono ancora del tutto spariti”. E anche: “Può continuare con il massaggio ai piedi iniziato ieri sera? Grazie”.

Qualche tempo fa, hanno raccontato il D’Antona e il Pasini, in trasferta per una conferenza di venditori, i due commerciali insieme con Bonamico fantasticavano sui poteri del direttore.

“Te ne vai in vacanza con l’auto aziendale e ti fai rimborsare pure benzina e autostrada!”, diceva Pasini.
“Fosse solo quello: puoi anche fare telefonate intercontinentali, per esempio in Canada dove chi come me ha mezza famiglia emigrata, e non devi spendere un centesimo perché ti paga tutto la ditta”, immaginava D’Antona.
“Se mi sedessi io su quella poltrona, la prima cosa che farei sarebbe promuovere la Gerardo a mia assistente personale, trasferte comprese”, ammetteva Bonamico.

C’è da dire che il Bonamico, a differenza del dottor Di Celle, è ancora un uomo piacente. Ha circa quarant’anni, un fisico tenuto decentemente in forma dalla pesca sportiva, una pettinatura che nasconde con sapienza i primi accenni di stempiatura e occhi chiari come l’acqua di una sorgente.

Uscendo dall’ufficio la scorsa settimana qualcuno ha provocato scherzosamente il Bonamico che non si è fatto pregare dal prendere posizione: “Manfredi Di Celle va tolto di mezzo. Avete visto il film ‘Il delitto perfetto’? Lo fai ammazzare da un finto ladro e fingi di trovarlo lì come se non sapessi niente”.

Discorsi di questo tipo sono diventati abbastanza abituali a Piè di Torretta, da quando circa un anno fa si è insediata in paese la casa di produzioni televisive che gira la fiction poliziesca “Dialetto e castigo”.

Il capo della casa di produzione, Salvatore Battaglione, periodicamente fa visita agli imprenditori locali per raccogliere sponsorizzazioni e permettere alla fiction di andare avanti anche la prossima stagione.

Lunedì scorso, il giorno prima che il dottor Di Celle fosse trovato cadavere, il Battaglione era stato proprio alla Ca.Va. La Gerardo aveva rivelato ad Angelo Bonamico e Michele D’Antona di averlo sentito dire qualcosa del tipo: “Con un bel gruzzolo siamo in grado di andare in giro per l’Italia a fare un marketing forte”.
I due commerciali avevano subito preso la palla al balzo per farne la parodia.
“Certo, lui punta al successo che Jeff Bezos ha avuto con Amazon.com!”, si è divertito D’Antona citando uno dei relatori dell’ultima conferenza dei venditori.
“E già”, ha continuato Bonamico, anche per farsi notare dalla Gerardo: “Senz’altro se ne va in giro citando i tre segreti del successo di Bezos: obsession with customers, obsession with customers, obsession with customers”.
Lo incalza D’Antona: “Ossessione per i clienti, ossessione per i clienti, ossessione per i clienti!”.
“Sentite qui”, fa Bonamico, “immaginate una fantomatica ‘Battaglione e associati’, che andrebbe in giro a dire: ‘Vuoi sapere cos’è il marketing? Te lo spiega un cavallo. Oppure un cane! Un labrador, per esempio. Chiedetevi: come mai la gente è attratta dai labrador? L’hai visto come scodinzolano? Come ondeggiano con le anche? Come sbatacchiano il muso e fan penzolare la lingua quando ti incontrano? Ecco, quello è marketing!”.

Il vuoto lasciato dal dottor Di Celle secondo la proprietà non può essere occupato da altri se non da chi ha fatturato di più nell’ultimo periodo, cioè proprio Angelo Bonamico. Ed è esattamente ciò che accadrà a breve, quando la nomina sarà ufficializzata.

Nel giro di qualche puntata di “Dialetto e castigo” il dottor Di Celle sarà dimenticato e con lui il suo pessimo vizio di sfruttare la segretaria Franca.
Poco importa, a Piè di Torretta, sapere esattamente come sono andate le cose.

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